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Panettone mandorlato ai fichi

Panettone mandorlato ai fichi

Panettone ai Fichi Neringlé. All’interno trovi fichi secchi selezionati che donano una deliziosa dolcezza naturale e una consistenza morbida.
L’impasto è ricco e profumato, soprattutto grazie al burro ticinese d’alpeggio e alla nostra massa aromatica realizzata con arance tarocco dell'etna, miele millefiori e vaniglia bourbon. In superficie, la glassa alle mandorle completa il carattere del panettone con una nota croccante e tostata.
Un lievitato pensato per chi cerca autenticità, ingredienti veri e un gusto pieno ma equilibrato.

Lo proponiamo in tagli da 200, 500 e 750 gr.

 

Ingredienti: Farina di FRUMENTO, zucchero semolato, BURRO d'alpeggio ticinese, TUORLO (da allevamento a terra), lievito naturale (farina di FRUMENTO e acqua), fichi sechi, acqua, miele di millefiori del Malcantone (Ticino, Svizzera), malto diastasico, sale, farina di mandorle.

 

  • Valore nutrizionalePer 100 g
    Energia362 kcal
    Carboidrati45.9 g
    – di cui zuccheri22.2 g
    Grassi17.6 g
    – di cui saturi9.2 g
    Proteine6.4 g

Prodotto adatto alla spedizione.
 

E adesso, un po di storia del panettone.

 

Il panettone è il simbolo per eccellenza del Natale italiano (e da qualche tempo non solo del Natale italiano), e la sua origine affonda le radici nella Milano rinascimentale, tra storia, leggenda e tradizione.

Le origini leggendarie

Le versioni più famose della sua nascita sono due:

1. La leggenda di Toni
Alla corte di Ludovico il Moro, durante un sontuoso banchetto natalizio, il cuoco bruciò il dolce previsto per la cena. Un giovane sguattero, di nome Toni, propose di utilizzare un impasto che aveva preparato per sé: farina, burro, uova, zucchero e uvetta. Il risultato piacque talmente tanto agli ospiti che venne battezzato “Pan de Toni”, da cui “panettone”.


2. La storia di Ughetto degli Atellani
Un’altra leggenda racconta di un giovane falconiere, Ughetto, innamorato della figlia di un fornaio. Per aiutarla a vendere di più, inventò un pane speciale arricchito con burro, zucchero, uvetta e canditi. L’impasto ebbe un enorme successo e permise ai due di sposarsi.

 

Dalla tradizione contadina alla tavola dei nobili

Se le leggende sono romantiche, la realtà storica racconta che in Lombardia, già nel Medioevo, esisteva l’usanza di preparare a Natale un pane più ricco del solito, con frumento selezionato, miele e frutta secca. Era un segno di abbondanza e prosperità per il nuovo anno.
Dal Quattrocento in poi, Milano perfezionò questa ricetta, rendendola un dolce lievitato soffice e profumato.

L’evoluzione nei secoli

XIX secolo: il panettone rimane un prodotto artigianale e di lusso, riservato alle famiglie benestanti.

Inizio ‘900: grazie a imprenditori come Angelo Motta e Gioacchino Alemagna, la ricetta viene resa più alta e soffice con lunghe lievitazioni e viene prodotta su larga scala.

Oggi: il panettone è tutelato da un disciplinare in Italia che stabilisce ingredienti e percentuali minime, ed è diventato ambasciatore della pasticceria italiana nel mondo.


Un simbolo di festa

Oggi il panettone non è solo un dolce, ma un rito: l’apertura lenta dell’incarto, il profumo di burro e agrumi, la condivisione in famiglia. Che sia nella sua versione classica, con uvetta e canditi, o nelle varianti creative dei pasticceri contemporanei, porta con sé secoli di storia, amore per la lievitazione e cultura gastronomica.

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